In prefettura

Renzi e De Magistris firmano oggi il Patto per Napoli

Piazza del Plebiscito e vie limitrofe blindate dalle forze dell'ordine. Illustrate le risorse economiche a disposizione del territorio

Renzi a Napoli in Prefettura per la firma del patto per Napoli con il sindaco Luigi De Magistris. Piazza del Plebiscito e le vie limitrofe sono praticamente blindate. Non mancano pero' i manifestanti. All'altezza di piazza Trieste e Trento, sul lato della galleria, un gruppo di giovani dei centri sociali espongono striscioni che dicono 'no' alla riforma costituzionale. Un centinaio di senza lavoro aderenti alle liste EDN e Forza Nuova stanno attuando alcuni blocchi stradali temporanei in via Cesare Rossarol e nella zona del museo di piazza Cavour, lontano dalla Prefettura, per ottenere visibilita'. I disoccupati vorrebbero chiarimenti sul loro impiego in servizi quali la raccolta rifiuti. Il prossimo 31 ottobre, infatti, era previsto un tavolo interistituzionale tra Comune e Regione per risolvere la questione legata agli ex frequentatori di corsi di formazione regionali per l'avvio all'impiego. In piazza, davanti alla Prefettura, e' riuscita ad arrivare una delegazione di una quindicina di lavoratori dell'ex stabilimento Indesit di Carinaro che, un anno fa, passo' a Whirlpool con la promessa di assumere, seppure con trasferimento, tutti gli 800 dipendenti. Attualmente, sottolineano i lavoratori, ci sono 480 lavoratori che, ad un anno dall'accordo, non hanno trovato ricollocazione nonostante che gia' in estate 100 di loro avrebbero dovuto trasferirsi nello stabilimento di Napoli, nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. L'accordo, siglato al Mise un anno fa, prevedeva investimenti e riassorbimento di tutta l'occupazione entro il 2018. "Vorremmo chiedere al premier - dicono i manifestanti - se e' ancora soddisfatto di quell'accordo e quale sara' il nostro destino reale".
"Napoli e' piu' grande di qualunque divisione possibile". Cosi' Matteo Renzi, alla firma del Patto per Napoli, facendo riferimento al lungo braccio di ferro con il sindaco del capoluogo partenopeo, Luigi De Magistris. Alla fine, la discussione sul sud e' stata utile - dice il premier - partita male un anno fa, abbiamo scelto di riportarla a terra, anche di litigare se necessario. Pero' alcuni impegni concreti dopo un anno escono, con nome e cognome di chi deve fare le cose nella tempistica. Poi, ognuno si tiene le sue idee, ma dal punto di vista istituzionale, Napoli e' piu' grande di qualunque divisione possibile".
In particolare, nell'accordo sono previste risorse per 30 milioni di euro vanno al quartiere di Scammpia, con l'abbattimento delle Vele A, C e D e la riqualificazione della B nella quale saranno allocati i servizi e gli uffici della Citta' Metropolitana di Napoli; 42 milioni sono per il metro' nella tratta aeroporto-pizza di Vittorio; 60 milioni per le bonifiche di Napoli Est; 80 milioni per il depuratore di Napoli Est ("il sogno dei napoletani, fare il bagno in citta'", sottolinea de Magistris); 20 milioni per incentivi alla riqualificazione degli edifici privati; 10 alla Citta' Metropolitana; 8 milioni al parco archeologico della stazione del metro' di piazza Municipio ("la piu' bella metropolitana del mondo", dice Renzi); 5 milioni per l'Albergo dei Poveri, il primo ospizio dell'Europa voluto da Carlo III di Borbone, da tempo in restauro; 40 milioni di euro per il Brt, trenino su gomme tra il quartiere di San Giovanni a Teduccio e il comune di Volla.

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